Abbiamo iniziato ad organizzare questo viaggio da Aprile, quando abbiamo acquistato i biglietti aerei e abbiamo continuato a modificare, aggiungere ed eliminare i dettagli dell’itinerario, fino a poco prima di partire. Addirittura poche ore prima del volo abbiamo disdetto la prenotazione di un hotel e il noleggio dell’auto a Toronto… ma andiamo in ordine con il racconto.
Hanna Sanchez

Aprile. Abbiamo fatto i biglietti con la compagnia aerea LUFTHANSA per il volo di andata da Roma a Toronto, con scalo a Monaco e per il volo di ritorno diretto per Roma. 

Primo giorno – 14 agosto

E’ il 14 agosto… si parte!!!

Il volo Lufthansa per Monaco, partito in orario alle 8:50 è stato breve e piacevole.

Arrivate a Monaco avevamo 50’ per raggiungere il terminal e imbarcarci sull’aereo Air Canada con destinazione Toronto. Purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di scegliere i posti e siamo capitate in due file differenti. Una volta terminata la fase d’imbarco, siamo riuscite ad ottenere due posti vicini.

Il volo è stato ottimo tenendo conto che lo scalo a Monaco ci ha avvicinato al Canada e da li il viaggio è durato 7 ore invece di 9.

Un volo lungo, comunque, sull’oceano, durante il quale ho visto un film, mangiato il pranzo previsto dalla compagnia, sonnecchiato un po’ e guardato fuori dall’oblò. Per un po’ un aereo ha volato a fianco a noi. Poi, all’improvviso, ho visto come delle piccole navi sul mare. Ho osservato meglio e… meraviglia… erano iceberg! Ci siamo avvicinati un pochino di più e si è intravista la costa di un territorio in parte innevato. Gli iceberg, a poco a poco, apparivano più numerosi e più grandi… era la Groenlandia!! Allora ho ripensato all’articolo che ho letto su internet riguardo a Terranova, dove nei mesi di maggio e giugno alcuni turisti hanno visto passare vicino la costa un iceberg!! Leggendolo avevo pensato che avrei tanto voluto fare quell’esperienza. Ma, le mie vacanze erano ad agosto… sicuramente troppo tardi per gli iceberg! E invece eccoli li, almeno li ho visti, lontano… ma erano loro!

Ho scattato quante più foto possibili, cercando di ottenere delle belle inquadrature nonostante l’oblò.

Toronto

Toronto

Alle 17:00 circa siamo arrivate a Toronto. Dopo la routine dei controlli di frontiera, abbiamo recuperato le valigie e siamo uscite sperando di trovare ad aspettarci la nostra amica Gina con la quale abbiamo preso accordi dall’Italia. Gina era già fuori ad aspettarci, accompagnata dal padre. I genitori di Gina sono originari del paese di Chiara in Irpinia, e sono emigrati a Toronto negli anni 50’ insieme a tanti altri italiani in quel periodo.

Inizialmente il nostro programma di viaggio aveva previsto il noleggio di un’auto e l’immediata partenza per Niagara Falls. Avevamo preso questa decisione perché quella sera e quella del 24 agosto solamente, ci sarebbero stati i fuochi d’artificio sul fiume Niagara.

Era uno spettacolo che non volevamo perdere. Gina aveva deciso di accompagnarci alle cascate e sarebbe rimasta con noi a Niagara per poi riportarci a Toronto il giorno dopo.

A quel punto, abbiamo modificato l’organizzazione di questa parte del viaggio. Abbiamo disdetto l’affitto dell’auto e abbiamo prenotato una stanza in più nello stesso B&B, dove avremmo alloggiato noi. Era il minimo che potessimo fare per Gina!

Dall’aeroporto, però, Gina ci ha organizzato una sorpresa e ci ha portato a casa sua. La mamma ha preparato la cena con tutta la famiglia, ci teneva molto a darci il benvenuto e farci mangiare un pasto italiano prima della grande avventura canadese.

Dopo la cena, verso le 19:00 prima di partire per le cascate del Niagara, ho chiesto a Gina un pc ho voluto fare il check-in per il volo del giorno dopo, da Toronto a Montreal… questa volta posti vicini!

Dopo aver ringraziato questa splendida famiglia con la promessa che ci saremmo fermate presso di loro gli ultimi tre giorni di permanenza in Canada, siamo partite alla volta delle cascate. Abbiamo sperato che il traffico ci avrebbe permesso di arrivare in tempo per l’inizio dei fuochi d’artificio.

Siamo partite e abbiamo preso la Queen Elizabeth Way, un’autostrada a tre corsie con frequenti lavori in corso, a causa del 150° anniversario dell’autonomia del paese. Nonostante il traffico e i lavori siamo arrivate a Niagara verso le 20:30 dopo un’ora e mezza di viaggio.

Dopo essere passate per il centro della città, siamo andate al “Niagara Classic Inn – Nataya Bed & Breakfast” (5395 River Road, L2E 3H1 Niagara Falls, Ontario, il costo di due camere per una notte è stato di 230€). Era a circa 20 metri dalle cascate. Si è rivelato un ottimo B&B con stanza da letto dalle dimensioni di una suite e con un letto King size.

Lasciati i bagagli nelle camere, siamo subito uscite e ci siamo dirette a piedi alle cascate per non perdere i fuochi d’artificio che alle 22:00 sarebbero iniziati.

E’ stato fantastico, la cascata americana Bridal Veil Falls da un lato illuminata con i colori blu, bianco e rosso e quelle canadesi Horseshoe Falls di fronte a noi, anch’esse illuminate con i colori bianco e rosso.

Le scie dei fuochi artificiali che risplendevano sull’acqua del fiume… Ragazzi che serata!!! Uno spettacolo fantastico durato una mezz’ora circa!!! Ci siamo fermate in uno piazzetta lungo la riva del fiume da dove si potevano ammirare sia le cascate che i fuochi artificiali. Eravamo circondate da decine e decine di persone. A ogni esplosione dei fuochi si sentiva un coro di “ooooohhhhh” espressione comune in tutte le lingue! La meraviglia era universale. Per quanto mi sia documentata sulle cascate e visto numerose fotografie, dal vivo questo spettacolo non aveva paragoni.

Fuochi artificiali Niagara Falls

Finito il tutto, piano piano la gente si è dispersa per le strade illuminate della città. Anche noi abbiamo fatto un giro per le vie e ci siamo fermate in uno shopping-bar al “Falls Avenue Marketplace” a prenderci un Margarita, due birre e dei sandwich (37,10$CAD).

Ogni volta che ho fatto un viaggio all’estero, ho l’abitudine di cercare l’Hard Rock Cafè del luogo e acquistare una maglietta a mio figlio, Daniel, non la solita maglietta bianca classica, con il logo del locale sul petto e il nome della città.

In genere, preferisco una un po’ più originale e meno standard. Invece a Niagara ho deciso di prendere la classica maglietta bianca. Qualcosa di più originale l’avrei presa a Toronto o Montreal oppure a Quebec City.

E meno male che almeno quella l’ho comprata! L’Hard Rock Cafè ha chiuso la sede di Toronto lasciando aperta solo quella di Niagara Ma questo l’ho saputo solo quando siamo rientrate dal Quebec! Daniel si dovrà accontentare…

Niagara Falls

Niagara Falls

Abbiamo, poi, preso la via del ritorno verso il B&B passando per la strada che incrocia il Rainbow Bridge, il ponte che porta sull’altra sponda del fiume Niagara: in America.

La città ci è sembrata un luna park con tanti negozi di souvenir, tante luci, casinò, hotel, parchi giochi… insomma molto commerciale.