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La valle Sacra degli Inkas è anche conosciuta con il nome di “Valle Sagrado de los Inkas” e in pratica comprende lo spazio geografico con le località di San Salvador, Pisaq, Urubamba e Ollantaytambo.

Il questo “paradiso”, inoltre, scorre il fiume Vilcanota o Urubamba.

Valle Sacra degli Inkas

Ovviamente, prima dell’arrivo dei Conquistadores queste località erano uno dei luoghi favoriti degli Inkas e non solo per il clima temperato ma anche per il fertile terreno e lo splendido paesaggio.

Queste terre erano state sfruttate in modo intelligente in particolare attraverso la realizzazione delle strutture chiamate “andenes” ovvero i terrazzamenti agricoli.

I terrazzamenti erano dotati di un sistema d’irrigazione che permettevano, principalmente in queste zone, la coltivazione quasi esclusiva di una qualità di mais ottima, chiamata Paraqay (mais bianco gigante).

La porta verso Machu Picchu: Ollantaytambo

Come già detto, Ollantaytambo è uno dei villaggi della valle sacra degli Inkas. Naturalmente, nell’epoca incaica, era un villaggio multifunzionale della valle sacra degli Inkas, in particolare fu un centro amministrativo, militare, sociale, economico e religioso.

L’unica via d’acceso alla piazza principale del villaggio era un ponte molto trafficato dai pullman e da turisti. Ovviamente nella piazza c’era l’entrata al sito archeologico.

Valle Sacra degli Inkas - sito archeologico

Roberto ci aveva lasciati subito dopo il ponte, mentre lui ed era andato a parcheggiare la macchina fuori dal centro urbano. Luis, invece, ci ha accompagnato e abbiamo iniziato la visita alle rovine.

Ollantaytambo era un centro militare, agricolo e religioso della valle sacra degli Inkas.

Questo villaggio era chiaramente in una posizione strategica e quindi molto importante per amministrare a controllare tutta la valle.

Certo, questi aspetti sono stati dedotti dalle costruzioni che si presume siano servite come depositi agricoli e anche per uso militare come le mura e le torri di vigilanza.

Valle Sacra degli Inkas - Resti di Ollantaytambo

Ci sono 150 scalini che separano la cima dell’area archeologica dalla parte bassa dove si trova l’entrata al sito.

Proprio vicino le porte d’accesso alle rovine avviamo visto varie pietre tagliate e levigate pronte per essere incastonate e invece lasciate lì abbandonate.

Valle Sacra degli Inkas - Pietra lavorataOltrepassato quest’area con le pietre a terra siamo arrivati in una zona di Ollantaytambo dove c’erano i templi dove, probabilmente, si tenevano i riti dedicati al culto dell’acqua.

Questa parte della città è stata interpretata come centro cerimoniale di purificazione.

Il sito archeologico della valle sacra degli Inkas, comprende una serie di grandi spazi sovrapposti.

In una superficie della parte più alta di Ollantaytambo, spiccava una parete di 6 blocchi di granito ben tagliati e levigati che faceva parte mai concluso “Tempio del Sole”.

Valle Sacra degli Inkas - Ollantaytambo - Tempio in granito

Le antiche rovine di Ollantaytambo erano i resti del villaggio che fece costruire Pachacutek dopo aver conquistato queste terre e sottomesso i loro abitanti.

Fece costruire centinaia d’imponenti “andenes”, canali d’irrigazione, abitazioni e aree cerimoniali.

Realizzò un ponte per collegare il villaggio con il Camino Inka e altri villaggi satelliti, lungo la strada che portava al santuario di Machu Picchu.

Ollantaytambo è ancora oggi chiamata “Ciudad Inca Viviente” (Città vivente Inca) perché i suoi abitanti vivono ancora osservando usi e i costumi ereditati dai loro antenati che già vivevano nella valle sacra degli Inkas.

Un volta girato e visitato tutto il sito archeologico abbiamo salutato e ringraziato Luis che ci ha accompagnato in questi due giorni.

Valle Sacra degli Inkas - Ollantaytambo

Grazie anche per le spiegazioni, le numerose storie e aneddoti che ci ha raccontato durante le visite ai vari siti archeologici e nella città di Cuzco.

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Abbiamo lasciato la valle sacra degli Inkas e Roberto ci ha dato appuntamento per il giorno dopo, cioè al nostro rientro da Machu Picchu.

Ci siamo fermate a mangiare “unas empanadas” in una trattoria vicino al fiume Urubamba che attraversa la valle sacra degli inkas, dopodiché siamo andate alla stazione dei treni per prendere il nostro treno per Aguas Calientes.

Due ore di viaggio durante le quali la vegetazione mutava da arida a verde fino a diventare… la selva amazzonica!

Arrivate ad Aguas Calientes era già buio. Quando siamo scese dal treno, un ragazzo che ci stava aspettando ci ha fatto attraversare i binari davanti al treno treno.

Ci siamo accorte, così, che proprio di fronte ai binari cioè a meno di dieci passi, c’era l’hotel Hatun Inti Boutique dove dovevamo pernottare.

Fanny, di Peruresponsabile, ci stava aspettando per darci i ticket d’entrata al Santuario di Machu Picchu per il giorno successivo.

Sapeva che due di noi volevano salire sula montagna di Waynapicchu e, quindi, oltre all’estensione del biglietto di accesso alla montagna, ci ha fornito altre importanti informazioni per la nostra avventura.

INFORMAZIONI UTILI

– Prima di tutto bisogna prendere l’autobus che porta a Machu Picchu non più tardi delle 5:30 del mattino, se si vuole visitare tutto il santuario rispettando i vari orari di entrata nei settori della città.
– Non si possono portare le bacchette da trekking, le fanno lasciare nel deposito.
– E’ vietato entrare con le bottiglie d’acqua di plastica, munirsi “Thermos”.
– La salita a Waynapicchu è sconsigliata a chi soffre di vertigini, oppure a chi ha problemi di resistenza (non è una passeggiata!) e infine, a chi non ha una minima preparazione atletica perché la salita è molto impegnativa

L’hotel ad Aguas Calientes era spettacolare. Avevamo una suite con un piccolo salottino con caminetto, frigo bar completo di ogni tipo di bevanda finanche lo champagne e un bagno enorme con vasca jacuzzi per due persone! Peccato che ci siamo fermate solo per quella notte…

(Raccomando quest’Hotel!)

Dopo una scarsissima cena in una birreria (credo Mapocha), pochi metri più avanti l’hotel, siamo rientrate e andate a dormire subito.